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sabato 30 marzo 2013

Pasqua: dubbio amletico?


Colti da un dubbio amletico ben lontano dall' "Essere o non essere" ?

In questi giorni si comincia a pensare al pranzo di Pasqua o a cosa portarsi dietro per le tradizionali gite fuori porta.

Se lo spirito pasquale ha effetto su di voi, se vi chiedete
"salvare l'agnello e rompere l'uovo?",
"abbacchio o fave e pecorino?",
non abbiate dubbi e divertitevi a rompere le uova di cioccolato.

Salvate l'agnello!
e anche la capra, la mucca, il maiale ... anche dopo Pasqua.

lunedì 19 marzo 2012

San Giuseppe


San Giuseppe, sposo della Vergine Maria, è il santo protettore dei poveri e dei derelitti, oggi si ricorda anche di come Giuseppe e Maria si videro rifiutata ospitalità alla richiesta di un riparo per il parto, ed e per questo che in alcuni paesi della Sicilia, il 19 marzo di ogni anno, si usa invitare i poveri al banchetto di San Giuseppe, il sacerdote benedice la tavola, ed i poveri sono serviti dal padrone di casa.
A questo giorno di festa sono associate due manifestazioni specifiche, che si ritrovano un po' in tutte le regioni d'Italia: i falò (vampe in Sicilia) nella notte tra il 18 e il 19 marzo e e le zeppole (sfinci in Sicilia).

In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni li scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe. Questi riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.

domenica 18 marzo 2012

Prepararsi a San Giuseppe

Tipiche della tradizione siciliana, per festeggiare San Giuseppe sono le Sfinci di San Giuseppe.
I "sfingi ri San Giuseppe", come si chiamano a Palermo, proprio perché consumate in occasione della ricorrenza del santo, hanno alcune caratteristiche particolare:
una forma irregolare, sono condite con crema di ricotta, grani di pistacchio e scorza d’arancia candita.


L’estro dei pasticcieri e l’abilità delle suore dei monasteri hanno trasformato questa semplice frittella in un dolce prelibato, dedicandola al Santo protettore degli umili: come umili sono i suoi ingredienti.
Qualunque sia il nome che è dato nel dialetto o nella forma, vanno sempre ed ogni caso fritte in grassi e addolcite con miele o zucchero, così come gli arabi c’insegnarono, soprannominandole “le sfang”.
Ancora oggi i contadini e le nonne continuano a farle con la medesima semplice ricetta. Sfincia, sfincitedda e sfinciuni designano a loro volta prodotti diversi, appartenenti ora al salato, ora a quella dolce che designa ugualmente la stessa famiglia delle sfincie.

Per provare a prepararle non resta che comprare:
400 g. di farina
50 g. di strutto
10 uova
1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 litro d'acqua
Olio di semi
un pizzico di sale
(Ingredienti per 4/6 persone)

Armarsi di buona volontà, piacere per la cucina e cercare di appagare un piacere della gola seguendone la preparazione.


PREPARAZIONE
Scaldare l'acqua con il sale, sciogliervi lo strutto e incorporare la farina lavorando energicamente per non far formare grumi. Unire una alla volta le uova. Lavorare l'impasto fino ad ottenere un composto uniforme e ben amalgamato. Lasciare riposare il tutto (1/4 d'ora circa), avendo però cura che non lieviti. Mettere quindi a scaldare l'olio di semi (l'olio dev'essere abbondante) in una padella dal bordo alto. Con un cucchiaio, versare nell'olio bollente le noci di impasto. Le noci vanno tenute separate, vanno rigirate di continuo e sopratutto vanno "battute" con un mestolo di legno affinchè la pasta gonfi e non formi grumi duri.
Una volta dorate per bene, vanno farcite con crema di ricotta e spolverate con zucchero a velo.

giovedì 8 marzo 2012

8 Marzo


I recenti fatti di cronaca non fanno altro che evidenziare come non ci sia nulla da festeggiare oggi, che la donna continua ad essere violentata, sfruttata, avvilita, come se fosse un essere diverso dagli uomini e non fossimo tutti, semplicemente, persone.

Da rilevare come, al bando l'ennesima festa diventata solo un pretesto consumistico, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali celebra la Festa della Donna con un'iniziativa che oggi fa entrare gratuitamente le donne all'interno dei musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali.